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Nella vicenda di Salvatore Giuliano c'è racchiusa quella verità storica che gli italiani dovrebbero studiare a scuola. Troppe sono le cose racchiuse in questo libro, troppi personaggi e troppe bugie da smontare. Una, la più importante, e' quella che mostra il cadavere di Salvatore Giuliano nel cortile della casa dell' 'avvocatuccio'. Ebbene, quel cadavere non e' lui. Si tratta invece di un povero ragazzo che gli somigliava e di cui non si seppe più nulla. Il reverendo Padre Pio, che di Salvatore era il confidente, non mancava mai l'occasione per raccontare che al posto di Salvatore era stato ucciso un suo sosia. Un povero ragazzo che non c'entrava nulla. E la cosa curiosa è che il finto uccisore, il capitano dei carabinieri Antonio Perenze, lo ritroviamo sulla scena del finto attentato a Togliatti a Roma. Dico finto perchè lo sparatore aveva usato proiettili depotenziati nella volonta di non uccidere Togliatti, ma solo spaventarlo e scatenare la rivolta dei comunisti da domare con leggi eccezionali.

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